Filastrocche:

Cantilene  Girotondo  Ninna nanna

 

      G    I   L  M   N   O   P 

G 

  Gennaio col cappuccio
perché teme la neve,
Febbraio un po' stranuccio
ma per fortuna è breve,
Marzo è un pazzerello
che fa volare il cappello,
Aprile ogni dì un barile,
se a Maggio rasserena
avrem la spiga piena,
Giugno dà caldo e sete
al contadin che miete,
Luglio con sacco e staio
porta i chicchi in granaio,
Agosto rinfresca ogni bosco,
nel bel Settembre i frutti
maturan quasi tutti,
Ottobre si porta il mosto in cantina ...
   Gigetta batte i piedi,
batte le mani
vuole tre pani,
va in cantina
beve alla spina,
va all'acquaio
rompe un cucchiaio,
va sull'aiuola
e fa una capriola.
 Gigino e Gigetto
van sopra il tetto,
vola Gigino,
vola Gigetto!
  Giro giro tondo
casca il mondo
casca la terra
tutti giù per terra!
Io sono quel gobbetto
chiamato Giacomino,
padron del mio palazzo
padron del mio giardino.
Un franco per la pipa
e quattro pel tabacco,
sebben che son macaco
mi faccio rispettar.
La gobba è la mia
e me la tengo cara,
è una cosa rara
che tutti non ce l'han.
Se tutti ce l'avessero
sarebbe una gelosia,
la gobba è la mia
e la voglio tener.
Adesso viene avanti
la cara mia vecchietta;
lei è un po' gobbetta
ma buona in verità!
  Ghiri ghiri gaia,
marte'lo sotto 'la paia,
paia, paiussa
magnare de mussa,
magnare de bò,
ocio che te go!
Dalla terra nasce il grano,
lo semina il buon villano,
lo macina il mugnaio,
lo gramola il fornaio,
preparando così così
il pan fresco tutti i dì.
  Andiamo alla guerra
col schioppo per terra
col schioppo per man
pim, pum, pam!

 

  Ero in bottega, tic e tac
e lavoravo, tic e tac,
ma non pensavo, tic e tac,
alla prigione, tic e tac.
Ma un brutto giorno, tic e tac,
venne la guerra, tic e tac,
mi portò via, tic e tac,
da casa mia, tic e tac.
Ma io furbone, tic e tac,
presi un bastone, tic e tac,
e gliele diedi, tic e tac,
su quel zuccone, tic e tac.

torna su

I

  Iaco Tabacco
pressa il pane nel sacco,
il sacco si rompe
salta sul monte,
il monte si spacca
salta sull'asse,
l'asse si schianta
salta sulla mazza,
la mazza è troppo sottile
salta sulla villa,
la villa è troppo grande
salta nella camera,
la camera è senza porte
salta sulla morte,
la morte non lo può sostenere
e Iaco Tabacco finisce per cadere.
Io ho una zia che sta a Forlì
e che quando vuol ballare con la mano fa così, così, così ...
Io ho una zia ...
... con il piede fa così, così, così ...
e con la mano fa così, così, così ...
Io ho una zia ...
... con la testa fa così, così, così ...
e con la mano fa così ..., con il piede fa così ...

L nuovo.gif (116 bytes)

La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
per i poveretti della città!
Fai un salto,
fanne un altro,
fai una giravolta,
falla un'altra volta.
Guarda in su,
guarda in giù,
dai un bacio a chi vuoi tu!
  Lunedì chiusin chiusino
martedì bucò l'ovino
sgusciò fuori mercoledì
pio, pio fa giovedì
venerdì fa un volettino
beccò sabato un granino
e domenica mattina
avea già la sua crestina.
  Santa Lucia, mamma mia,   nuovo.gif (116 bytes)
molta roba in scarpa mia
con la borsa del papà
Santa Lucia porterà,
porterà nella scarpetta,
Santa Lucia Benedetta!

 

torna su

M

     Canta la mamma:
"Scoppietta la fiamma,
chiudi gli occhietti,
la luna è sui tetti.
Sui tetti è il barbagianni,
che è vecchio di cent'anni,
sui tetti è il gatto nero,
che sta sopra pensiero.
Dall'alto del camino
s'affaccia un topolino,
ma vede il gatto e scappa
giù dentro la cappa.
Si salva il topolino,
e dorme il mio bambino".
    Maria lavava,
Giuseppe stendeva,
suo figlio piangeva
dal freddo che aveva.
"Sta' zitto, mio figlio,
che adesso ti piglio.
Del latte ti ho dato,
del pane non c'è."
La neve sui monti
cadeva dal cielo,
Maria col suo velo
copriva Gesù.

 

     Manina bella e sua sorella,
occhietto bello e suo fratello,
orecchietta bella e sua sorella,
bocca del forno,
campanile dei frati (il naso),
che fa din don, din don!

  Manina be'la fata pena'la
dove sito sta?
Da'la mama, da'l papà.
Cossa te gai dà?
Pan, vin, late, ...
Cate, cate, cate! (solleticando il palmo)

   Son marinaio,
marinaio della marina,
porto le chiavi
dell'oro e dell'argento,
son marinaio
di questo bastimento,
finché l'Italia libera
sarà sarà sarà!
Se fossi una regina,
sarei incoronata
ma sono contadina:
mi tocca lavorar,
lavorar, lavorar!
  E la Marianna  
la va in campagna,
col forchetto la volta la spagna,
col martello la batte le nose (=noci)
e con la tenaglia la pizzica le tose (=ragazze).
Quando nacque Marcantonio
era audace come un demonio.
Lo descrisse Macedonio
scittore di quei tempi.
Oh, com'era smisurato!
Per fare una polentina
cento sacchi di farina
ma siccome era èpochina
se la mangiò tutta d'un fiato:
Oh, com'era smisurato!
Per fare una mutanda
tutta la tela d'Olanda
era stretta in una gamba
cento sarti a lavorare.
Oh, com'era smisurato!

 

torna su

N

   Per fare Natale
ci vuole un albero niente male,
palline colorate,
luci e stelline dorate.
Nel cuore
tanto amore,
e un regalo speciale
per i bimbi buoni a Natale.
E per mamma e papà
tanta felicità!
   La notte di Natale
è nato un bel bambino
bianco e rosso e tutto ricciolino.
Maria lavava, Giuseppe stendeva,
il figlio piangeva dal freddo che aveva:
"Sta zitto, mio figlio, che adesso ti piglio,
il latte t'ho dato, del pane non c'è".
La neve cadeva, cadeva giù dal cielo,
Maria col suo velo copriva Gesù.
  Ninna nanna,
bambino della mamma,
bambino del papà,
ninna nanna finirà.

 

 

  La nonnina che semina il grano 
volta la carta si vede Milano,
Milano che zappa la terra
volta la carta si vede la guerra,
la guerra con tanti soldati
volta la carta si vedon gli ammalati,
gli ammalati con tanto dolore
volta la carta si vede il dottore,
il dottore che fa la ricetta
volta la carta si vede Ninetta,
Ninetta che fila il lino
volta la carta si vedeArlecchino,
Arlecchino che salta e che balla
volta la carta si vede una farfalla,
la farfalla che vola nei fiori
volta la carta si vedon i signori,
i signori che vanno a passeggio
volta la carta si vede un galletto,
il galletto fa chirichichì
volta la carta che son qui!
   

O 

   L'orologio dell'arciprete
conta le ore ventisette
uno due tre ... ventisette!
Ongari  
dongari
tringari
quari
quarìti
marchìti
susàn
vilàn
francès
e un che fa diès!

P  

   C'era una volta un pascià,
seduto sul sofà,
che disse alla sua serva:
"Raccontami una storia".
E la serva disse:
"C'era una volta un pascià ..." (si ripete)
Volate, o passerine,
di qua di là volate,
e il cibo vi cercate
tra l'erba e tra le spine.
Volate, o passerine,
volate alla campagna,
che il cibo si guadagna
soltanto col lavor!

Ma ecco il cacciatore
che il cane aspetta fido,
tornate al vostro nido,
o uccelli del mio cuor!

   Bolli, bolli, pentolina,
fai la pappa al mio bambino,
la rimescola la mamma,
mentre il bimbo fa la nanna.
Fa la nanna, gioia mia,
che la pappa scappa via.
  - Il pescatore viene,
con l'amo e con la rete,
o pesci, dove siete
che vi voglio pescar?
- Noi siano in fondo al mare,
veniteci a pescare,
la rete è tutta buchi
e non ci pescherai!
- La rete l'ho aggiustata,
sul fondo l'ho calata,
sì, sì, vi pescherò,
ma il nome non lo so!
 Uno, due, tre 
la Peppina fa il caffé,
fa il caffé con la cioccolatta
la Peppina si è ammalata.
Si è ammalata di gran dolore
e ha chiamato il dottore,
il dottore con le ciabatte:
"Qui mi duole, qui mi batte,
qui mi sento una gran pena"
e il dottore:" Senza cena!!".
Pierino va al palazzo
col suo libro sotto il braccio:
le lezioni non le sa,
quanti punti prenderà?
Quattro.
Uno, due, tre, quatttro!

 

   La Pigrizia andò al mercato
ed un cavolo comprò,
mezzogiorno era suonato
quando a casa ritornò.
Prese l'acqua, accese il fuoco,
si sedette e addormentò
ed intanto a poco a poco
anche il sole tramontò.
Così, persa ormai la lena,
sola, al buio ella restò
ed a letto senza cena
la meschina se ne andò,
   Alla larga, alla stretta,
Pinocchio in bicicletta.
Oilì, oilà, Pinocchio l'è cascà!

 

   Il pollice è andato al mercato
ed ha comprato un uovo,
l'indice l'ha portato a casa,
il medio ha acceso il fuoco,
l'anulare ha preparato la tavola,
ma il mignolino ha detto:
"Pio, pio,
me lo mangio tutto io!".

Tre pulcini andando a spasso 
incontrarono una volpe
che venendo passo passo
leggiucchiava il suo giornal!
-Buona sera, miei pulcini,
e di bello che si fa?-
-Già che mamma è uscita fuori
siam fuggiti dal pollaio,
vogliam fare un po' i signori
e girar di qua e di là-.
-Bravi, bravi, miei pulcini,
voglio stringervi la mano-.
Sì dicendo si affrettò
e ... glu glu se li mangiò!
  "Oh! Buondì signor pulcino!
donde vieni?"
"Pi... pi... pi...
fui nel mondo della luna
e vi stetti ventun dì.
Un ovino mi fu culla,
ruppi il guscio
ed or son qui.
Pi... pi... pi...!".

 

torna su