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La barchetta del lunapark

 

Mentre i pezzi venivano lavorati ed assemblati si chiedeva perplessa quale sarebbe stato il risultato finale di tante fatiche: quali caratteristiche avrebbe avuto, che cosa avrebbe potuto fare? Cercava di indovinare ma ad ogni passaggio della lavorazione si trovava contraddetta e doveva ricominciare con le supposizioni, le ipotesi. Alla fine capì: sarebbe diventata una bella barchetta colorata, non troppo grande ma neppure piccolissima, non troppo sofisticata ma dotata di tutto il necessario per affrontare la navigazione. "Che bello!" diceva, "potrò girare il mondo intero, non ci saranno onde abbastanza grandi per vincermi ed affondarmi, il mio timone reggerà e mi porterà ovunque".

Un ultimo ritocco alla vernice, una bella lucidatura e la barchetta poté uscire dal cantiere. Si sentiva in piena forma. Mancava solo l'acqua, l'acqua di un bel mare azzurro e vasto. Ma quando la barchetta finalmente l'incontrò si accorse con rammarico che non era l'acqua del mare e neppure di un fiume o di un lago, ma solo l'acqua della vasca di una giostra, quasi una pozzanghera in un immenso lunapark.

Collegata ad una ruota, la barchetta si trovò a marciare sempre nella stessa direzione al suono di una musica più o meno invariata per attrarre dei bambini in mezzo ad altre barchette come lei. "Ma sono più bella e più brava" si consolò passato il primo momento di amarezza. "Riuscirò a farmi apprezzare e presto cambierò condizione. E se devo rimanere nel lunapark, voglio almeno conquistarmi un posto nella giostra più grande e importante. Tutti devono parlare di me".

All'inizio le speranze della barchetta parvero destinate a realizzarsi. Era richiesta da tutti, facevano la fila e aspettavano i bambini per salire su di lei: piacevano quei suoi aggeggi colorati che davano la sensazione di essere su una barca vera in un mare vero. Quando il successo fu al colmo, la barchetta si sentì sicura di avercela fatta: "Cambierò, avrò un posto migliore" e sbirciava le altre giostre per capire dove sarebbe andata. Ce n'erano di enormi, dotate di effetti speciali per creare particolari ambienti, dare corpo ai sogni più audaci; la barchetta avrebbe dato chissà che cosa per abbandonare la monotonia della sua ruota ed entrare in una di quelle magiche, misteriose realtà.

Ma il tempo passava e non accadeva nulla di nuovo. "Devo avere pazienza; forse si tratta di aspettare il momento opportuno, non ci saranno per ora posti per me …". Ma tutto rimaneva immutato; se c'erano cambiamenti, questi non erano che il normale avvicendarsi di pezzi vecchi e nuovi, ma anche quelli nuovi e freschi di energie si fermavano là dove venivano sistemati per la prima volta. "Almeno nella mia giostra ho un posto di riguardo" si consolava la barchetta che non voleva rinunciare alle sue ambizioni. Alla fine capì che di lì non si sarebbe più spostata, che avrebbe continuato a girare tra le compagne fino alla fine dei suoi giorni, che non c'era via di scampo. Poi qualche cambiamento cominciò ma non secondo le speranze della barchetta: le nuove arrivate, ben più smaglianti e attrezzate di lei, cominciarono a destare maggiore interesse, ad essere preferite, e lei si trovò ultima della fila; un giorno venne smontata dalla giostra e portata all'asciutto. Allora pensò alle compagne che prima di lei erano state sostituite e che non si erano più viste: dove erano andate? Avevano ancora qualche possibilità? E lei? L'avrebbero curata, rimessa a nuovo così da riprendere il proprio posto oppure … Non sentiva più la forza di aspirare a qualche cosa di bello, di grande, provava solo un desiderio di riposo, di abbandono; nulla le importava davvero lasciata così nell'immobilità sotto la tettoia di un magazzino.

Venne riscossa dal torpore da una voce decisa: "Sì, la prendo". Fu caricata su un carretto e sballottata con furia lungo una strada sassosa. Infine arrivò: campagna intorno, sabbia e tanta acqua, tanta come mai ne aveva vista. "Venite a vedere", sentì gridare l'uomo; un nugolo di bambini corse incontro: "Adesso la curiamo, le diamo una bella mano di vernice e poi sarà tutta vostra". I bimbi si fecero in quattro per aiutare con colla, catrame, legno, stoppa, colori. Alla fine la barchetta apparve nuova: nuova nell'aspetto, nelle attrezzature, nelle energie ritrovate. Una nuova vita cominciava per lei nei giochi fantasiosi dei bambini, una vita vera questa volta, fatta di avventure e libertà. (gg)