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Gabriella

 

Non per volere

Non per volere di sangue,

di corpo e desiderio, progenie di altro seme,

anima, sarà tua vera vita:

sia solo seme, seme d'infinito

a penetrare mia terra nel profondo,

e se a gramigna seme tu sei, terra,

ebbene, a voi sia infine morte,

a voi, mio corpo e grembo.

 

A Marta

Nata per morte di una stella,

anima che invano gridi al grembo

di fermare-

ma abita altri luoghi quel tuo grembo

se sua voce non leva ad urlo e pianto,

luna che implacabile prosegue

di storpia sua luce, sorda, esangue

a sofferenza che più non la possiede-

e non levano voce, anima, ricorda,

tutte le spighe che ti sono accanto,

a implacato disfregio di paura,

di tua paura che ferma e non azzarda

levarsi sfida ad altre spighe:

gettando vita e suo più vero senso.

 

18 sett. 01

Né al padre né al grembo,

anima, ti consegno nell’attesa

che, da tue ossessioni levando,

a Lui ti ricongiunga per l’eterno-

ma a notte, a questa notte del mondo,

presagio e madre di un inverno

che mi bracca d'infame desiderio,

perché io ceda infine saziando

del suo corpo, anima, la fame.

 

3 nov. 01

E se stolto dissenno mi ha gettato

ad accogliere luna nel mio grembo

e l'anima gettarle per amore,

a me fu solo nero di una perdita:

io mi dispersi e ancora sto gemendo

nella mia thule d’indecifrato segno

e di silenzio-

ma non voglio, cielo, io non voglio

che luna penetrandoti t'incida

nell'anima, nel grembo,

perché soltanto a nero e sofferenza

tu nasceresti-

vattene, cielo, vattene presto,

sia slancio tuo in eterno che rinneghi

di nostra luna

bastardo l'amore e il desiderio.