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In giardino e nell'orto

Per chi ama i piccoli lavori in giardino o nell'orto

domande e risposte:  

agrumi, un consigliolimoni e loro potatura  -  kiwi   -  aglio e cipolla  -  geranei - compost - un terrazzo
il balcone di Simona   -  castagnistella di natale  -  ciclamini
creare un orto  -  riparo invernale

     

 

Creare un orto
Scrive Alessandro: "Gentili amici, abito nelle colline di Riccione; ho appena preparato a dovere il terreno per creare il mio primo orticello, ma ho una serie di perplessità, le cui maggiori sono:
- cosa e quando piantarci, dato che gli ortaggi hanno la loro stagionalità;
- come curarlo (quando e quanto annaffiarlo,...).
Vi sarei grato se poteste darmi alcuni consigli.
Nelle pagine di questo sito sono indicate mese per mese alcune lavorazioni per l'orto, con le piante da seminare / trapiantare. Data la gentile richiesta del nostro lettore, cercheremo di arricchire la rubrica.
Intanto diciamo che il terremo va preparato con "aiuole" rialzate o almeno con canalette intorno per far defluire l'acqua in eccesso in modo da non danneggiare le radici; le annaffiature devono essere regolari e fatte quando il terreno non è riscaldato, quindi la sera e meglio ancora il mattino presto.

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Innesti di castagni: Luciano ha un piccolo castagneto e vorrebbe innstare i castagni più giovani con castagni domestici. A chi rivolgersi in Toscana? In tutte le regioni vi sono centri sperimentali che offrono (gratuitamente o a buon prezzo) materiali vegetali soprattutto per proteggere e favorire la diffusione delle specie autoctone. Ci si può rivolgere per informazioni su questa materia ai Consorzi agrari provinciali, alla Guardia forestale, ai Centri sperimentali agrari delle regioni.
Stella di Natale: Belinda chiede come far diventare rosse le foglie della sua pianta.
La stella di Natale è una pianta "fotoperiodica", che fiorisce quando si accorciano le giornate. Per questo motivo bisogna portarla in casa ad ottobre /novembre (dipende dal clima) e lasciarla esposta alla luce per non più di 8 ore al dì, non va esposta nemmeno alla luce artificiale di lampade e televisione. Bisogna irrorarla con fertilizzante specifico (con fosforo e potassio): le nuove foglie cresceranno di colore rosso (intorno ai fiori che sono piccoli e gialli). Bisogna ricordarsi di potarla a fondo in primavera, poi si possono fare altre potature leggere ma non oltre agosto, altrimenti non produrrà le sue belle foglie rosse.

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Agrumi
Scrive Franco: "Sono un collezionista di agrumi, possiedo circa sessanta piante, e nutro un amore per loro quasi maniacale. Le tango esposte sopra a dei piedistalli, e amo passeggiare tra loro. Vorrei soltanto aggiungere questo: gli agrumi sono piante molto difficili, necessitano di cure continue ed equilibrate e raccomando a tutti di documentarsi molto bene prima di iniziare questo tipo di allevamento; solo a questo punto riempiremo i nostri giardini con colori e profumi meravigliosi.      Grazie"
Limoni: Dolasila chiede quando raccogliere i limoni che diventano belli grossi ma restano verdi: non si maturano mai?
Non spiega il lettore in quale regione vive e se i limoni sono tenuti tutto l'anno all'aperto oppure in "limonaia" durante la stagione fredda: i tempi di maturazione dipendono anche  dalla latitudine e spesso questi frutti, nelle regioni del nord, restano proprio verdi a meno che non siano posti in "limonaie" appunto, ben esposte al sole e riparate.
Le piante fioriscono tre volte nell'anno, a maggio/giugno, luglio, agosto/ottobre ed i frutti si raccolgono almeno tre mesi dopo la fioritura considerata.

Cristiano chiede informazioni sulla potatura e sul tempo della prima fioritura. Eccole:

Potatura "di allevamento" degli agrumi: è rivolta al diradamento dei rami di modo che la pianta abbia luminosità regolare in tutte le sue parti e si sviluppi naturalmente in "forma globosa".

Potatura "di produzione" degli agrumi: va eseguita nel periodo che intercorre tra la raccolta dei frutti e la nuova fioritura. Viene praticata all'interno della chioma per diradare i rami a frutto, tagliando i rami troppo vigorosi che impedirebbero l'illuminazione delle parti interne, e regolando i "succhioni" in funzione della nuova produzione; va regolato lo sviluppo in altezza sempre in funzione della penetrazione della luce a tutte le parti della pianta.

I limoni producono dopo 4 / 5 anni dalla messa a dimora, ciò non toglie che facciano qualche fiore anche prima se clima, terreno ed esposizione sono favorevoli.

Andrea chiede se deve tagliare i rami che sono nati all'interno del suo limone: le piante di limone vanno lasciate sviluppare in modo il più possibile naturale, con pochi interventi di potatura che hanno lo scopo di diradare i rami per assicurare l'illuminazione a tutte le parti della pianta, come si dice anche più avanti. Sulla potatura i pareri sono molto discordi, perché c'è chi teme che essa possa danneggiare la pianta e renderne più breve la vita.

Gianni chiede quando "innestare" la sua pianta di limoni che si è "inselvatichita".
Gli innesti possono essere di vario tipo ed ognuno ha il suo periodo privilegiato. Per i limoni è da preferire l'innesto a gemma dormiente che si effettua in primavera. Vi sono ditte specializzate che forniscono il materiale necessario con le indispensabili informazioni sull'uso.

Limoni e altri agrumi in casa: è possibile con alcune attenzioni. Innanzitutto accertarsi di acquistare piante sane (magari certificate), posizionarle in luogo luminoso fresco e riparato. Infatti esse temono il gelo (al nord non possono rimanere all'aperto nei mesi invernali) ed il caldo eccessivo degli appartamenti, che fa cadere le foglie. Le piante vanno innaffiate una volta alla settimana (controllare comunque che il terriccio rimanga umido e senza ristagno d'acqua) e concimate almeno due volte l'anno con concime specifico. D'estate faranno bella mostra sul terrazzo o il balcone.

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Ciclamini: a Giovanna hanno regalato una bella pianta di ciclamini, che fare? tenetela sul balcone in posizione riparata e la notte ritiratela per evitarle il gelo; bagnatela poco, meglio dal fondo del vaso per evitare il marciume degli steli e del bulbo; non dimenticate il fertilizzante. Se poi il bulbo non c'è ... c'è poco da fare per mantenerla in vita! 

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Scrive Simona:  "Salve a tutti,
ho un balcone lungo circa m.10 e largo poco più di 1 m. esposto a sud/ovest, con pieno sole dall'ora di pranzo al tramonto; mi trovo in un paesino dell'Amiata, in provincia di Grosseto, a circa 600 m. di altitudine e d'inverno le temperature notturne possono arrivare anche a -7°, con possibilità di nevicate.
Vorrei sapere quali piante potrei coltivarci e come mi dovrei comportare quando ricomincerà ad arrivare la stagione invernale.
Preciso che se necessario potrei, per i mesi invernali, inserire in un angolo del balcone dei pannelli in plasticglass trasparenti per creare una specie di "piccola serra" per proteggere le piante più delicate o trasferirne alcune in casa.
Ho già acquistato una decina di geranei "parigini" e "edera" , bidens e verbene per le balconiere."
La scelta già fatta dovrebbe dare buoni risultati; se piacciono, perché non aggiungere i bei nasturzi, il tagete  oppure le godetie: si è ancora in tempo per la semina che, scaglionata, prolunga la fioritura.

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Un terrazzo 3 x 1,5: Barbara chiede consigli e suggerimenti per il suo terrazzo esposto a est ma con poco sole; non dice in quale zona climatica si trovi, e nemmeno se il terrazzo è o meno coperto e quanto tempo lei abbia a disposizione per curare le sue piante. Supponiamo quindi che abiti in una zona a temperatura mite e che abbia tanti impegni e poco tempo. Le suggeriamo di scegliere la parte di terrazzo che prende il sole per alcune piante da fiore come geraneo e gelsomino da disporre in modo da alternare colori e forme, aggiungendo le annuali da bulbo come le dalie. All'ombra possono restare le primule, le begonie, le violacciocche, le fucsie anche loro disposte secondo colori e dimensioni. Se la zona è mite ma raggiunge temperature elevate d'estate, anche all'ombra nascono bei fiori se ben curati: con fertilizzante e bagnature regolari, meglio se mattutine. Disporre i vasi con gusto personale armonizzando forme e dimensioni aggiunge un tocco in più.

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Compost: ci chiedono alcuni lettori se è dannoso utilizzare per il compost parti di piante che contengono sostanze nocive, soprattutto foglie.
Leggiamo in "Terra e vita" del novembre 2001 e vi proponiamo: < Nel terreno, grazie all'azione dei microrganismi, si ha la completa trasformazione delle molecole umiche (humus) fino allo sviluppo di anidride carbonica, ammoniaca, formazione d'acqua, liberazione  di elementi nutritivi e di energia metabolica (mineralizzazione). Nel caso del compostaggio il processo di trasformazione (umificazione e mineralizzazione) che avverrebbe nel suolo se si interrassero  direttamente i residui (delle piante), inizia nel cumulo per poi proseguire nel terreno una volta interrato il compost. I microrganismi e i funghi mettono in atto meccanismi biochimici volti ad ottenere energia metabolica attraverso la trasformazione completa delle foglie. Per favorire la formazione di un buon compost si suggerisce di miscelare le foglie ad altri materiali ligno-cellulosici e a residui umidi di origine domestica.> Il compost così prodotto si può tranquillamente utilizzare come fertilizzante nell'orto e in giardino.

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Geranei: Scrive Rosy: Fra poco bisognerà ritirare i geranei e metterli al riparo. Vorrei sapere se bisogna toglierli dal vaso e metterli al buio fino alla potatura di aprile.
Al riguardo ci sono varie ipotesi o abitudini. La soluzione che può dare buoni risultati, è quella di portare i vasi all'interno, in ambiente fresco e luminoso, areato, dove si potrà periodicamente dare pochissima acqua alle piante che perderanno gran parte delle foglie ma vivranno in "letargo". In primavera, finite le gelate notturne, si potranno ripulire, potare, rinvasare e portare all'esterno.

Mauro chiede quando e come come potare i geranei.
I geranei si potano ad aprile, finite le gelate notturne e prima di portarli all'esterno. Verranno date indicazioni con i lavori di quel mese. Intanto a marzo si possono rinvasare con terriccio fresco.

Scrive Sara: "Ho scoperto che i miei geranei erano infestati dai dei bruchi verdi, che avevano mangiato l'interno dei rami in seguito rimasti vuoti; a questo punto, dopo vari tentativi, li ho buttati. Prima di ripristinare i vasi, devo disfarmi anche della terra dove si trovavano i geranei?"
Purtroppo quando in un vaso parassiti di vario genere infestano le piante, è cosa opportuna gettare tutto, terra compresa e lavare molto bene il vaso prima di rimettere terra e piante.

Aglio e cipolla: Massimo chiede quando seminare questi ortaggi.
Vanno trapiantati prima dei geli invernali. A febbraio (vedi) se ne trapiantano i bulbi all'aperto.

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Kiwi: Cristian ha, da circa 10 anni, tre piante di kiwi, due femmine e un maschio. Dallo scorso anno la produzione di frutti è sensibilmente calata. Chiede che cosa fare. Che sia questione di potatura?
Per una produzione ottimale il rapporto Maschio / Femmina dovrebbe essere di 1M a 6-8F.

Elvira chiede come si piantano i Kiwi, ma non dà indicazioni sulla situazione specifica.
Le regole sono quelle della messa a dimora delle piante di medie dimensioni, verificato che terreno e clima siano adatti. Va considerato il problema del rapporto tra numero di piante maschili e femminili, come detto più sopra. In mancanza di un rapporto adeguato, si ricorre all'impollinazione artificiale.

Paolo ha cinque piante di kiwi, una femmine (debole e stentata) e quattro maschi (piante rigogliose). Solo quest'anno, dopo quattro anni dall'impianto, sono nati quattro frutti: chiede che cosa fare per migliorare la produzione.
Per una produzione ottimale non solo va garantito il rapporto Maschio / Femmina di 1M a 6-8F, come del resto ha fatto già il lettore, ma vanno assicurati alle piante i necessari elementi nutritivi come ferro o azoto e una buona illuminazione.

Angela chiede se 600 metri di altitudine sono adatti per le piante di kiwi, quando si devono mettere a dimora le piante e a quale distanza: è importante che la zona dove devono essere messe a dimora le piante, abbia un clima mite, sia riparata e ben esposta al sole per favorire la maturazione dei frutti; le piante vanno messe a dimora nel periodo autunno-inverno e la distanza può dipendere dal tipo di frutteto che si vuole realizzare, ad esempio se di tipo "domestico" con poche piante che saranno trattate in modo manuale o se di produzione con interventi meccanici.

Roberta ha due piante di kiwi, un maschio ed una femmina, nel giardino al mare; dopo tre anni finalmente crescono i primi frutti, ma restano duri e non si maturano.
Alle informazioni già date possiamo aggiungere che i kiwi nelle regioni italiane giungono a maturazione tra ottobre e novembre, una loro caratteristica è la durezza (che ne consente conservazione e trasporto) unita a buona acidità ed elevato tenore zuccherino; perché i frutti maturino in modo ottimale hanno bisogno non solo di luce -e nello stesso tempo di protezione dai raggi troppo violenti del sole- ma anche di molta umidità relativa e di irrigazioni (per questo la posizione ideale è quella nelle vicinanze di laghi e fiumi). Se queste condizioni verranno rispettate, i frutti diventeranno "mangiabili".

Per saperne di più: G. BONFANTE, L'actinidia: le tecniche di coltivazione, Ed. La casa verde, Verona 1988.

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Riparo invernale: diversi lettori ci chiedono se è il caso di mettere al riparo le piante in piccole serre, sistemate sul balcone o sul terrazzo. Non tutti forse hanno spazio o mezzi per questo sistema e allora si può ricorrere ai sistemi della nonna: fasciare i vasi con carta di giornale o cartone, mettendo  paglia o (oggi) polistirolo espanso tra carta e vasi; coprire la base delle piante con paglia e in caso di neve o gelo ricoprirle con fogli di plastica trasparente che poi, nelle ore più calde, andranno sollevati per far passare l'aria. L'importante è evitare che gelo o neve attacchino direttamente le piante stesse.
Non dimenticate di far bere le vostre piante, innaffiandole poco nei giorni meno freddi, possibilmente quando piove se la pioggia non cade sul vostro balcone. Spesso d'inverno, infatti, le piante lasciate all'esterno senza riparo e/o senza acqua a causa del gelo, muoiono di sete.

     

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